mercoledì 4 novembre 2009

UN GRANDE RISULTATO!

Con il ricavato dello spettacolo e l'aiuto di alcune persone abbiamo potuto aiutare i bambini di Assebou ad andare a scuola! Abbiamo potuto aiutare i bambini di Datcha e quelli di Soer Justine!
Abbiamo cambiato, anche se di poco, il loro destino...e gli abbiamo dato la possibilità di farcela!
Dal mio cuore...un grazie infinito a tutti quelli che ci hanno creduto e che continuano a farlo!
Fede

venerdì 11 settembre 2009

UNO SPETTACOLO!!!


Ecco l'ultima che mi sono inventata!
Con il mio gruppo di clown...Vip Verona Onlus...abbiamo deciso di organizzare uno spettacolo clown in favore dei bambini del Togo!
Quando?
Domenica 27 Settembre 2009
Dove?
Al teatro parrocchiale di Fumane
Perchè?
Perchè tutti i bambini, anche quelli più poveri del Togo, abbiano il diritto di crescere sani e di poter studiare! Solo così potranno a loro volta far crescere i loro figli con gli stessi diritti! Ed è così che si cambia il volto di una nazione...dai bambini!
Più saremo più grande sarà il nostro aiuto!

Fede


mercoledì 17 giugno 2009

CANTIERI DEI NUOVI MONDI

Sono un po' in ritardo a scrivere...e mi scuso con tutti...
Il 6 Giugno a Villa Buri c'è stata una magnifica iniziativa, appunto "Cantieri dei mondi nuovi", dove affianco ai banchetti dei cibi tradizionali di igni paese c'erano banchetti come "Progetto: La mia africa...", "Movimento consumatori", "The bookshop", "El ceibo" e "Libera"!
Abbiamo visto che da qualsiasi parte del mondo veniamo il cibo rende tutti più allegri e serve a creare un clima di festa e amicizia!
Io c'ero...con il mio banchetto...e al di là di quante persone si siano avvicinate la cosa che più mi ha colpito sono le parole che mi hanno rivolto...di stima...affetto...vicinanza...!
Ne ho fatto tesoro e le tengo tutt'oggi dentro di me...perchè ci credo ancora che noi possiamo cambiare qualcosa per qualcuno...possiamo aiutare i bimbi africani ha costruirsi un paese dove vivere migliore...
Ho e abbiamo fatto un'altro passettino in avanti lungo questo percorso...e ringrazio chi quel sabato pomeriggio mi ha aiutato...!
Continuamo così!
A presto...
Fede

mercoledì 15 aprile 2009

                                                                                                                        Verona, 15/04/2009

 

UNA GOCCIA                                             

 

Oggi per me non era una grande giornata…costretta a letto mezza influenzata…eppure…

Mi chiama mio zio per consegnarmi la busta di una persona che ha pensato al Togo in questa Pasqua…e mi cambia la giornata…sono felice…felice di vedere che le parole dette non vanno disperse…che qualcuno ha preso le mie parole e le ha riposte dentro di sé…e se ne è ricordato…

Io sono solo il tramite….e me ne rendo conto tra l’Africa….in particolare il Togo…e tutti voi…

E vorrei essere il miglior tramite che ci possa essere…vorrei poter fare qualcosa e ora so che qualcuno mi ha già ascoltato…

Mi tengo sempre in contatto con le persone che hanno vissuto con me giù…e mi dicono che i progetti si stanno avverando…

Veronica ha cominciato, al dispensario dove lavoravo, un progetto per combattere la malnutrizione dei bambini…

E’ stato comprato un terreno da coltivare così da poter dare lavoro e offrire materie prime!

Oggi magari è una goccia…domani un'altra…e un’altra ancora…non possiamo cambiare il Togo…ma qualcosa possiamo fare…

Grazie…

sabato 28 marzo 2009

UN PROGETTO (25/03/2009)

 

Pensavo che il blog che è stato scritto non sarebbe andato avanti…

Pensavo che quell’ultima pagina del mio ritorno fosse il punto…

Pensavo che restasse sul web solo una pagina della mia vita…

Non sapevo che quella pagina avrebbe dato il via a mille altre pagine…

Non sapevo che una volta dopo aver visto determinati paesaggi e aver vissuto determinate situazioni la tua vita in un certo modo sarebbe cambiata…

Non sapevo si potesse credere di avere amici dall’altra parte del mondo…e che ti mancassero così tanto…

Non sapevo di ritrovarmi a pensare all’africa come ad una sorta di casa…

Al mio ritorno c’è stato qualcuno che mi ha suggerito di continuare a scrivere…”La vita dopo il Togo”…ed è quello che farò…riprenderò a scrivere sul blog…

A cinque mesi dal mio ritorno comincio a conoscere i cambiamenti che sono avvenuti in me…

Le parole per me hanno poco significato…e i fatti hanno assunto un importanza fondamentale…

Ho alzato delle grandi mura di fronte al dolore…soprattutto quello fisico…tanto da non farmi toccare…

Ho scoperto che voglio aiutare…le persone che ho conosciuto a migliorare le situazioni che incontrano…

E’ per questo che questo post s’intitola “un progetto”…

Voglio tornare in Togo…ci andrò a Novembre se tutto va bene…e voglio portare giù farmaci e soldi…

Sono 3 le missioni che voglio aiutare…il dispensario Bakhita dove sono stata per tutta la mia missione…l’ospedale di Datcha che mi ha accolto subito dopo il mio arrivo…e Suor Bustine che ha accolto nella sua famiglia 18 orfani…e per i quali sta cercando di costruire una scuola…

Quindi vi chiedo di aiutarmi!

Possiamo fin da ora cominciare a mettere via delle medicine…quando andiamo in farmacia possiamo comperare una confezione di Tachipirina pastiglie o sciroppo,possiamo comprare degli antidolorifici da banco o chiedere degli antibiotici…li possiamo conservare e poi io li porterò al dispensario…

Possiamo ogni giorno mettere via le monete che abbiamo in tasca…e poi io le porterò all’ospedale di Datcha…

Ho già cominciato ad andare in alcuni gruppi scout e chiedere di aiutarmi…ho cominciato ha seminare delle gocce…e queste gocce vorrei si diffondessero…

Perché credo possiamo salvare delle vite e possiamo rendere più facile la vita di qualcuno…

Io ci credo e voglio farlo…

E voi?

mercoledì 26 novembre 2008

Il ritorno

Verona, 26.11.2008


E’ un mese che sono scesa dall’aereo che dal Togo mi ha portato a Verona…mi ha portato a casa…
Ora posso scrivere la fine di questo blog…o l’inizio di una nuova avventura…chi lo sa…
Non potevo scrivere prima…non potevo scrivere del ritorno, prima di aver passato del tempo con i miei familiari…con Marco e aver visto casa sua…prima di essere stata un po’ di tempo con la mia migliore amica…prima di aver visto i miei clown…senza tutto questo non potevo dire di essere tornata a casa…
L’ultimo mese ad Agoè è stato difficile…bisogna prepararsi al distacco con le persone che hai conosciuto e con le quali hai avuto un bel rapporto…devi prepararti a lasciare un mondo, che nonostante tutte le difficoltà, ti ha accolto e accompagnato…devi prepararti ad affrontare le paure nel tornare….di quello che potrebbe essere cambiato per te o per gli altri...
Vivi là e continui a servire gli altri, ma la tua testa è già in Italia.
E’ stato bellissimo ed emozionante il giorno in cui è arrivato Marco in Africa…ho tremato tutto il giorno e poi vederlo è stato come non esserci mai lasciati…è stato ritrovare una persona che ami…è stato accoglierlo nel mondo nel quale ho vissuto sei mesi…è stato rivedere in lui lo stupore che anch’io avevo provato atterrando in Africa e vederla per la prima volta…
Da quel momento è iniziata la mia vacanza…gli ultimi dieci giorni…non sempre idilliaci…alcune dinamiche di gruppo non si potevano capire nell’arco di pochi giorni, ma io era sei mesi che le vivevo…a volte ci sono state delle incomprensioni…ma comunque per me è stato importante che lui fosse lì…accanto a me…vedeva ciò che io non avrei mai potuto descrivergli così bene…e poteva vedere l’Africa delle vacanze...quella dei posti lussuosi e l’Africa vera…quella dei poveri…quella dei villaggi…
Non avrei mai creduto che potessi essere dispiaciuta di lasciare Agoè…ma l’ultimo giorno è avvenuto proprio questo…e ho ricevuto un grandissimo affetto…abbiamo fatto una festa al dispensario per chi sarebbe partito nei giorni seguenti…ed è stata una vera e propria festa con canti e balli…con risa e lacrime…con gioia e tristezza…ma con la consapevolezza che un giorno sarei tornata lì…se non altro per le persone che ho conosciuto e che mi porto nel cuore…
Quando è stato tempo di partire per l’aeroporto i miei compagni sono tutti venuti con noi…ci hanno accompagnato fino all’ultimo metro…tra di loro c’erano persone che a breve avrei risentito e magari rivisto…ma persone che più difficilmente avrei sentito…e con cui avevo abitato per sei mesi…e magari avevo cominciato a voler bene…
Una volta salito sull’aereo rimaneva il dispiacere…ma cominciava anche l’agitazione…quella che da lì a poche ore sarei stata a casa!
Quando sono stata a Parigi il mio primo impatto è stato il freddo…c’erano solamente due gradi e io venivo da un posto dove ce n’erano 30!
Siamo saliti sul secondo aereo…e la stanchezza era tanta…mi sono addormentata un po’…ma al mio risveglio la poltrona sembrava avere le spine…non riuscivo a stare ferma…
Siamo atterrati. Bene, a quel punto speravo che le valigie arrivassero in fretta…e le mie preghiere sono state esaudite!Prendiamo le valigie ma dobbiamo farle passare sotto i raggi…nel frattempo avevo già visto tutti quelli che erano lì ad aspettarmi…e i controllori mi chiedono delle statuette che ho in valigia se sono di legno o se hanno avorio…io rispondo che è solo legno…dai veloce che devo andare di là!
Ci lasciano le valigie e finalmente dopo sei mesi io posso toccare e abbracciare le persone che amo…le persone che mi hanno sostenuto costantemente nel mio sogno…sono lì…e sono sempre uguali…sono sempre loro…!
E’ gioia pura!
Si va a mangiare…si scherza…si parla e sembra di non essere mai stata via…solo…che freddo!!!
Quel giorno ero adrenalinica… ero contenta di essere finalmente a casa…e di avercela fatta…di aver portato fino alla fine il mio impegno.
I giorni seguenti erano stati più duri…ero finalmente a casa…ma la mia testa era ancora in Africa…era ancora ad Agoè…e mi chiedevo come mai succedesse questo…dopo la tanta attesa di tornare…
Ci si sente scombussolati…ubriachi per la velocità con cui viaggia questo mondo…per la ricchezza e tutte le comodità che ci sono qui…
Era sei mesi che non guardavo la tv…e mi sembrava ci fossero solo cazzate…non mi interessava più…
I discorsi a cena o con gli amici erano molto diversi da quelli che si facevano là…in Africa si parla solo di persone malate…o che hanno problemi…o di morte…
Poi, piano piano, si ritorna ad appropriarsi della propria vita…si riprendono gli affetti…si comincia a cercare di viaggiare alla stessa velocità…si rincontrano facce amiche…e si ha meno paura…si cerca di portare testimonianza di quello che si è imparato là…si parla, piano piano, e poco alla volta,di quello che si è visto…e di quello che si è vissuto…
Sto cercando di mantenere vivi i rapporti con le persone che sono ancora là a fare i volontari…con le persone che vivono là, le stesse con le quali sono in debito per tutto quello che mi hanno insegnato…e le persone che sono tornate e che hanno vissuto con me o che io ho vissuto con loro…perché se trovi qualcuno con cui sta bene “camminare insieme è più facile che camminare da solo”!
Ora sono qui…il mio prossimo obiettivo è trovare lavoro. Ma ci sono obiettivi un po’ meno palesi…tipo essere più presente per i miei familiari…parlare di più…non mi interessano più le cose materiali…ora ho bisogno degli affetti!Voglio parlare con le persone…sentirle e farmi sentire…
E poi…ci sarà sempre una parte di me che è restata in Togo…e so per certo che il Togo ha una parte di me…un giorno tornerò là…a salutare tutte le persone a cui ho stretto la mano quel ultimo giorno e a stringerne altre di nuove…
Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto in questa mia avventura…anche chi mi ha sostenuto con il pensiero…e ringrazio tutti coloro che mi hanno seguito su questo blog…e che mi hanno scritto…mi avete dato forza!
Ora vi chiedo solo di non dimenticarvi che il mondo che vi ho descritto esiste davvero…e noi possiamo fare qualcosa…
Dunque è la fine di questo blog?! No…è l’inizio di una nuova vita con la consapevolezza che esiste un’altra parte di mondo…e dentro me esistono tutti i suoi insegnamenti…

Merci à tous le monde!

venerdì 21 novembre 2008

Il Carcere

Agoè, 5.10.2008 

Oggi Messa in carcere...o per meglio dire preghiera in carcere visto che il prete si presenta 2 volte su 4! Praticamente vanno a fare visita ai galeotti tutti i pastori delle varie sette ma i preti cattolici no! Ma qui se provi a dire su ai preti ti rispondono che sono tutti bravi e non commettono mai peccati!

Praticamente in uno spazio molto ristretto vivono 1600 uomini...le celle sono molto piccoli e ospitano troppe persone...non riescono a sdraiarsi per dormire!

Di giorno lo spazio comune si trasforma in un mercato...dove si possono scambiare la varia merce...mentre si svolgeva la “Messa” tutto intorno il mercato continuava a funzionare...gente che vende...gente che cucina...gente che si lava! Però tutto stretto e sotto il sol leone!

Le condizioni umane per vivere non esistono...ma non so come mai non mi hanno fatto molta pena...sono restata piuttosto indifferente a questo...o forse per come ce l’avevano raccontata mi ero preparata a qualcosa di peggiore...non lo so...

Di sicuro chi riesce ad uscire da lì fa di tutto per non tornarci...o almeno spero sia così...!

Pomeriggio tranquillo in solitaria...forse troppo solitaria...mi sento in attesa...in attesa dell’arrivo di Marco e in attesa di tornare a casa mia...

Ho fatto un po’ di riflessioni...non troppo positive purtroppo...mi rendo conto che torno a casa conoscendo molto poco dell’Africa e degli africani...oltre alle persone che lavorano al dispensario non ho conosciuto altri autoctoni...

E la maggior parte delle persone che vengono al dispensario sono abituate al nostro sistema di ricevere da noi con poco o nulla in cambio...e spero e penso che gli africani non siano così!

Anche con i dipendenti del dispensario c’è stata molto poca gratuità...ad eccezione di due persone, le restanti sono sempre pronte a chiedere...

Del Togo-Stato non ho conosciuto molto..un po’ per sfortuna, vedi il disastro dei ponti che ci ha impedito di muoverci, e un po’ per impegni...

Insomma...oggi non sono riuscita a fare riflessioni positive...magari domani va un po’ meglio!

Un abbraccio

Fede

venerdì 26 settembre 2008

Hopital de BE

Agoè, 24.09.2008

E’ tardi...ma siccome so che domani sera mi collegherò ad internet voglio condividere un po’...

I giorni sono un po’ cambiati...il lunedì e il mercoledì mattina sono la prima che si alza...attraverso la città per arrivare all’ospedale di Be...il più all’avanguardia per la maternità...visto che praticamente c’è solo quella!

Stamattina sono partita...e finalmente ho potuto assistere una donna nel suo parto...mi sembrava di essere in crisi di astinenza...io adoro il mio lavoro...quindi ne sentivo proprio la mancanza...è nato un bimbo di 2kg e 400 grammi...che ha pianto quasi subito...

Nonostante sia un ospedale all’avanguardia gli strumenti che abbiamo sono una punta da bisturi per eventuale episiotomia e per tagliare il cordone e due pezzi di spago per bloccare il sangue del cordone ombelicale...tutto qui...

I giorni passano con molta attenzione a preparare le partenze...io e Ilaria siamo le uniche due che sono qui da più tempo e che a distanza di dieci giorni rientremo...ora abbiamo il compito di passare il testimone...e non è così facile considerando che delle nuove ragazze arrivate non c’è nessuno che parli o capisca bene il francese...

Oltre a questo comincio a prepararmi psicologicamente ai distacchi...a preparare le cose da lasciare e quelle da portare...il tempo passa veloce...ora più che mai...

Mi piace fantasticare su come sarà al mio ritorno...alle persone cambiate...ai nuovi equilibri che ci potrebbero essere...agli abbracci che voglio ricevere...agli abbracci che voglio dare...

A volte quando sento per telefono qualcuno di casa che mi dice che tanto racconterò tutto al mio ritorno mi sento un po’ in difficoltà...penso mi ci vorranno un po’ di giorni per metabolizzare una vita di 6 mesi qui...penso che le emozioni e i pensieri saranno tanti e si accumuleranno tutti insieme in una grande confusione...e come faranno ad uscire?! Questo lo scopriremo solo vivendo...vivendo come ho fatto in questi tempi...alla giornata...svegliarsi alla mattina e mettersi a disposizione...questo non lo vorrei perdere...

Come non vorrei perdere il fatto che niente è scontato...nemmeno un gesto d’affetto...o un attenzione...sono tutti piccoli segni di chi ci vuole bene...e non sono mai scontati...nemmeno il buongiorno al mattino anche se si vive sempre insieme...

Non sempre ho ricevuto solo cose positive in questi mesi...ma dalle cose negative che ho ricevuto ho capito come io non voglio essere!

Vi abbraccio e vi do la buonanotte!Ormai sono le23,15!

Tanto molto presto potrò darvela di persona!

Fede

martedì 16 settembre 2008

Le emozioni

Eccomi qui...
È da un po’ che non scrivo...ma ultimamente cerco di passare più tempo possibile la sera con le mie compagne di viaggio...
Mi sono resa conto che tra meno di due mesi tornerò a casa...il tempo è poco...il tempo è molto...
Se penso al tempo passato qui...alle cose fatte...alle situazioni viste...alle persone che ho incontrato...alle persone a cui mi sono affezionata...il tempo è molto poco ed è passato velocemente...e ora sta correndo come un treno!
Se penso al tempo che non ho passato a casa...a tutte le persone a cui voglio bene...e per le quali in alcune situazioni non ci sono stata...a tutti gli abbracci che non ho dato....il tempo è lunghissimo...e sono stata via troppo...
Martedì sono andata a chiedere all’ospedale di Be (ha solo il reparto di maternità) se posso stare con loro qualche giorno...e mi hanno detto di sì...quindi lunedì dovrei iniziare...
Le emozioni che sento in questo momento sono molto contrastanti...ci sono persone che qui mi hanno insegnato molto...e che mi hanno voluto bene...e che forse non avrò più occasione di rivedere una volta partita da qui...quindi da una parte sono contenta...sono riuscita a creare dei legami forti...ma dall’altra...i legami portano un distacco...e io, il più delle volte, non sono mai preparata a questo...
Ma la vita è così...è fatta di incontri e di separazioni...è fatta di “piacere di conoscerti” e “arrivederci”....sicuramente non sarà difficile come quando ho lasciato casa...il magone mi sale alla gola se ci penso...ma un po’ di magone ce l’ho anche adesso se penso che fra soli 46 giorni lascerò questo posto e alcune di queste persone...
Chi mi conosce bene sa che per me non è facile affezionarmi a metà...quindi in qualsiasi tipo di rapporto o mi lancio o non ci provo neanche...non so mantenere una piccola distanza...a chi voglio bene spiano la strada abbattendo tutte le difese...e qui per sopravvivere con almeno qualcuno devi abbattere le difese...
Ora vi lascio...vado a fare la mia solita doccia fredda...e poi a nanna che comunque domani mattina si lavora!
Vi abbraccio, egoisticamente parlando solo per avere il vostro in cambio!
Fede

venerdì 29 agosto 2008

Il mercato dei feticci

Agoè, 26.08.2008


Sta quasi per finire anche agosto...e a dire il vero non mi sono accorta che nel frattempo sia passata l’estate...troppo diversa dalle altre probabilmente...
Le nostre giornate continuano al dispensario...lunghe e intense...sono state scombussolate un po’ la settimana scorsa dall’arrivo dei container italiano...per il resto è tutto simile...la cosa che mi manca di più in assoluto è il poter staccare la testa...il giorno al dispensario...la sera a casa...mi manca il poter uscire liberamente la sera...incontrare gente diversa e parlare di argomenti vari...
Non credo sia arrivata li la notizia che il Togo è in difficoltà per le alluvioni delle settimane passate...le grandi piogge che ci sono state hanno ingrossato i fiumi che a loro volta hanno danneggiato una decina di ponti sulle strade principali che dal sud vanno al nord e dall’est all’ovest...tutto questo comporta una notevole difficoltà di spostamento considerando che sono le due strade principali e che oltre alla macchina non ci sono mezzi di trasporto validi!
Domenica volevamo infatti andare a visitare l’ospedale delle suore della Provvidenza...a Kouvè, un 50 km da qui...ma a 20 km siamo dovuti tornare indietro e rinunciare perchè sulla strada due ponti erano danneggiati e quindi non percorribili...
Abbiamo allora optato per una visita al mercato dei feticci a Lomè...in pratica il luogo dove si comprano gli ingredienti per preparare le pozioni medicali...molto simile ad un cimitero di animali...si trovano pelli di animali, teschi, serpenti imbalsamati, corna di vario genere...il tutto contornato da un odore allucinante...per ogni sorta di malattia c’è una pozione o un pezzo di animale che la può guarire...e a questo punto mi sono chiesta come mai noi avessimo aperto un dispensario in Togo...
Dopo questa simpatica visita al mercato ci siamo diretta verso la gelateria migliore del Togo...per gustarci un gelato quasi simile a quello italiano...ma essendo il primo e unico che potessi mangiare questa estate non mi è sembrato proprio così male...
Insomma una domenica pomeriggio un po’ diversa sicuramente da quelle che avrei passato a casa sul lago!
Ora vi abbraccio...
Fede

mercoledì 20 agosto 2008

L'orfanotrofio

Agoè, 18.08.2008



Niente di nuovo ultimamente...la vita scorre tranquilla tra dispensario e casa...più o meno tranquilla...o forse è la troppa tranquillità e le distrazioni inesistenti che ci fanno uscire di testa! Nel frattempo sono arrivati i volontari di Agosto che, tranne qualche eccezione, credono di essere arrivati in un all inclusive....questo ci porta più fatica e stanchezza...preparare per cinque o per dieci non è proprio la stessa cosa...!
Ma domenica è successo qualcosa...non mi chiedo perchè o per come, potrei rimanere delusa, ma Maristella ha portato me, Ilaria e Christian, un nuovo volontario, a vedere l’orfanotrofio di Lomè dove tengono i bambini abbandonati dai 0 ai 3 anni...
Che dire...siamo entrati e abbiamo sentito le voci dei bimbi che giocavano in una stanza...siamo entrati e ci siamo trovati davanti una quindicina di bambini di due o tre anni...molti avevano degli handicap o ritardi...ed è successa una cosa strana...quando i bambini ci vedono per strada o al dispensario tendono ad avere paura di noi bianchi o comunque mantengono le distanze...loro invece ci sono venuti incontro per essere presi in braccio...e poi? Poi basta...si accontentavano di questo e di poche smorfie...sorridevano e si aggrappavano a noi...se provavamo a metterli a terra si aggrappavano con i piedi alla nostra vita...era impressionante l’evidente bisogno di contatto che avevano...era commuovente e spaventoso nello stesso tempo!
Poi siamo andati al piano di sopra dove c’erano i più piccoli che stavano prendendo il biberon...
Penso che se avessi potuto me li sarei portati a casa tutti...
E’ stata una esperienza incredibile...che spero di poter ripetere prima di ripartire...
Vi abbraccio...
Fede

lunedì 4 agosto 2008

Le persone

Agoè, 3.08.2008


Eccomi ancora qui...dopo un po’ di silenzio...se devo ammettere il vero vi confesso che sono stata un po’ in crisi...con molta voglia di tornare a casa...vedendo un po’ tutto negativo...e non avevo voglia di scrivere...non mi veniva proprio...ora mi sforzo un po’ e ricomincio...giro la pagina di questa settimana...e cerco di rivedere il lato positivo delle cose...in fondo sono anche una clown...solo che è difficile esserlo lontano da tutti e tutto...senza una spalla...ora comprendo a fondo perché nei servizi ospedalieri clowneschi non si può andare da soli...è facile cadere e per rimettersi in piedi ci vuole molto più tempo...
Ma ora so che voglio restare ancora qui...perché ho ancora cose da fare e scoprire...perché ho ancora delle persone da conoscere...da incontrare...perché mi devo preparare al distacco con alcune persone che ho già conosciuto e con le quali si è creato un bel legame...perché voglio conoscere altri aspetti di me che qui ho scoperto e che solo questa situazione mi può aiutare a conoscere...
La settimana scorsa abbiamo chiuso il dispensario per un giorno e siamo andati in un villaggio ad offrire il nostro servizio...eravamo alloggiati in una scuola parrocchiale...che sono leggermente diverse dalle nostre...nel senso che non hanno mattonelle sul pavimento...le finestre sono aperte...non sarebbe insomma il posto più igienico del mondo...ma è anche vero che qui dormono nelle case di fango...quindi lo spirito di adattamento è dato per scontato....e invece no! Penso che avremmo trasferito nella scuola almeno metà degli strumenti di tutto il dispensario...per usarne neanche mezzo...e la cosa più strana è che noi non africani avremmo portato davvero poche cose e semplici...le persone che non sono stati capaci di adattarsi sono stati i medici...tutti e tre togolesi!! Al di là di questo è stata una splendida giornata...passata all’aria aperta...in mezzo alla gente...quella semplice dei villaggi...che ti sorride sempre e ti ringrazia per quello che non hai fatto...quella che non ha niente ma nonostante questo non chiede mai ma offre...
Mi stupisco sempre di più di come le persone con alcuni gesti...con alcune attenzioni ti possano cambiare la giornata...la visione negativa di un posto...o di una situazione...sono gli altri e il legame che abbiamo con gli altri a renderci forti o a risollevarci...e questo mi piace anche per il solo fatto che ci ricorda che siamo umani.

domenica 27 luglio 2008

La gita

Agoè, 23.07.2008


Di nuovo qui...a scrivervi...e pensarvi...e raccontarvi quello che io vedo...e che un’altra persona potrebbe non vedere...questo lo dovete tenere sempre presente!
Domenica abbiamo fatto una gita turistica...visto che sarebbe stata l’ultima domenica per Azzurra che è sta con noi per un mese...e che sta per scadere...
Alzataccia per la Messa alle 7...colazione e poi partenza...prendiamo la direzione verso il Benin costeggiando l’oceano. La prima città di importanza che incontriamo è Aneho...una delle 7 diocesi del Togo...e ci fermiamo per vedere la cattedrale...ma Ilaria ricorda che in questa città dovrebbe esserci in questo periodo un Don che a maggio ha sposato una sua amica...dunque proviamo a cercarlo chiedendo a un diacono di passaggio...dall’altra parte della cattedrale c’è un edificio nuovo non del tutto finito...dove sono alloggiati un gruppo di svizzeri capitanati da Don Marco di Bergamo! Trovato! Non ci conosciamo ma da buoni italiani facciamo subito amicizia...e scopriamo che questo prete abita per il momento in Svizzera ed ha il compito di seguire gli emigranti italiani in Svizzera...ci dice che in questo Paese le Chiese sono vuote...e che lui prova a costruire un oratorio partendo dall’umanità e dal gruppo...una bella idea a mio avviso che non profuma di colonialismo...
Ci invitano a fermarci a mangiare con loro...e noi restiamo volentieri...alla fine del pranzo preparano il caffè!!!
Con la promessa di rivederci e che ci vengano a trovare al dispensario ci salutiamo e ci dirigiamo verso le altre attrattive turistiche...dopo poco Aneho troviamo la statua del Togo...situata nel punto in cui il lago incontra l’oceano...con tutti i suoi colori...mi spiace solo non sia l’ora del tramonto...
Risaliamo in macchina in direzione di Afagnan...ma prima ci fermiamo al villaggio dei fabbri...dove tutti gli uomini conoscono e praticano questo lavoro...e possiamo vedere un ragazzo che plasma il ferro rovente con il martello per fare i Gon Gon...campanacci utilizzati nei riti Woudou. Come ogni villaggio che si rispetti siamo assaliti da molti bambini incuriositi dalla nostra pelle chiara...dai nostri vestiti...e dai nostri soldi...ma i bambini sono bambini...e sono belli solo per il fatto di essere bambini!
Ad Afagnan andiamo a trovare i genitori di uno scultore che vive a Lomè...il papà ci fa vedere un rito Woudou e chiede la benedizione per noi...il rito è molto semplice e consiste nel sputare alcool su un piccolo altare innalzato per i gemelli che sono nati in quella casa...
Visita all’ospedale diretto non ricordo più da che tipo di preti....e poi di corsa prima che venga buio ci dirigiamo verso il baobab più grande del Togo...e vi assicuro che è proprio immenso...il tronco non riesce ad essere abbracciato da 15 persone messe insieme!
Una giornata molto positiva e rilassante...all’aria aperta...guardando il sole in ogni sua sfaccettatura...guardando l’Africa con gli occhi di una turista...pieni di curiosità e ammirazione...e questa cosa mi ha fatto bene al cuore!
Vi abbraccio da questo luogo pieno di colori!
Fede

giovedì 17 luglio 2008

La realtà dei fatti

Agoè, 13.07.2008


Mi trovo qui stasera a scrivere al computer un mio sfogo...sì...era da molto che non lo facevo...ma le riflessioni di questi giorni mi tormentano...e un modo per affrontarle come ormai sapete è scrivere...
Il popolo togolese...ma penso più in generale il popolo africano non è cattivo...non è malvagio...è pieno di sorrisi...ricco di ospitalità...ma vive la vita giorno per giorno...”oggi ho da mangiare il poco che ho e mangio...domani si vedrà”...quindi quando trovano qualcuno che gratuitamente dona loro soldi o cibo...un pochino ne approfittano...è come se noi scoprissimo che un benzinaio ha lasciato la pompa aperta...faremo il pieno a tutte le macchine che abbiamo...con tutto quello che costa poi adesso! Lo stesso fanno loro...e si passano anche parola...ma la cosa che mi sconvolge è la semplicità di come si danno i soldi alla gente qui...senza verificare l’effettivo bisogno...o senza provare a trovare una soluzione alternativa...in fondo quando tu dai dei soldi a una persona cos’hai costruito con questa?! Per me solo un rapporto di dipendenza...perchè tornerà a chiedere...se tu doni del carbone che possa vendere o le fai un prestito per aprire qualche tipo di attività...allora sì che rendi la persona e le persone intorno a questa davvero indipendenti...
Accetto che si diano i soldi a persone con handicap che impediscano di lavorare...o persone veramente malate...ma tutti quelli in buona salute perchè?!ecco...dentro di me nascono le prime complicazioni...le prime contraddizioni non capite...”non è tutto oro quello che luccica”...e le cose che per me non vanno siamo noi a farle...non loro...
Allora che ci sto a fare qui?! La mia esperienza...provare a crescere un po’...allenare l’attenzione verso l’altro...che non per forza deve essere di colore perchè sono qui...imparare il più possibile dalle ostetriche...dalle persone che incontro...imparare a scegliere i comportamenti che sono giusti da adottare e quelli che no...e imparare a non giudicare questi ultimi...è difficilissimo...credetemi!
Quindi boh...probabilmente sono riflessioni che mi porterò anche a casa...non importa...l’importante è pensare...perchè faccio questo?
Buonanotte e sogni d’oro...
Vi abbraccio!
Fede

lunedì 7 luglio 2008

SARA



Agoè, 06.07.2008


Ho chiuso l’ultima mail un po’ di fretta...ma certe cose sono difficili da spiegare di per sè...figuriamoci i sentimenti che si provano in quell’istante...
Ma l’Africa è così...ti fa vedere un fatto che ti fa piangere e che ti dona sentimenti contrastanti e ti regala poi un motivo per sorridere e per far festa!E’ quello che è successo ieri al dispensario...o meglio la notte prima...
Elisabeth è la nostra infermiera dell’accueil...che da 20 giorni era a casa in congedo visto che era a termine di gravidanza...questa ragazza ha una storia triste alle spalle...ha portato a termine due gravidanze...ma non ha figli...il primo l’ha perso che era ancora in pancia...il secondo mezz’ora dopo il parto...non ci sono problemi di sangue tra lei e suo marito...o malattie congenite che facciano pensare che non possa avere figli sani...eppure le cose sono andate così...
Quindi questa era la sua terza gravidanza...attesa e preziosa...e a vedere Elisabeth non si direbbe che ha passato tutto questo...sul suo viso c’è sempre un sorriso...e sulle sue mani sempre una coccola...
Sapevamo già quindi che a giorni doveva nascere Sara...e sapevamo il nome...cosa strana qui...mai una donna decide il nome di suo figlio prima di vederlo...questo da l’idea di quanto grande era l’attesa...
E Sara è arrivata alle 4 di mattina di sabato 5 Luglio...e sta bene...sana come un pesce e bella come una principessa...ha passato la sua prima mattina di vita al nostro dispensario...perchè non volevamo succedesse nulla e poterla tenere sotto occhio...ma sta bene...e la mamma ora ha un sorriso ancora più bello...ancora più grande nonostante il grande dolore e la grande stanchezza...e per la prima volta abbiamo visto un papà che ha manifestato le sue emozioni...che camminava due metri sopra di noi...e che prendeva in braccio sua figlia...e che non gli importava di che sesso fosse...ma la cosa più importante era che fosse sana e viva!
Non ero all’ospedale e non ho assistito al parto...ma la felicità che si respirava al dispensario ieri mattina non potete nemmeno immaginarla!
La vita e la salute sono i doni più preziosi che abbiamo...e sono gli unici mezzi necessari per poter essere utili agli altri...e non c’è gioia più grande che la felicità condivisa...questa è la lezione che ho imparato oggi!
Vi sorrido!
Fede

IL RITORNO IN MATERNITA'

Agoè, 2.07.2008


La settimana scorsa dopo la mia assenza per malattia sono tornata alla maternità di Agoè...e non è stato il massimo dei ritorni...
La coordinatrice mi ha chiesto dove ero stata se mi ero ripresa e mi ha detto perfino che voleva venire al nostro centro a vedere cos’era successo...l’accoglienza è stata molto buona...la cosa non buona è stata cosa ho visto...
Appena entrata in sala parto ho visto che una donna stava partorendo ma il bambino era di podice...dunque per un attimo sono stata al settimo cielo per la fortuna di poter vedere un parto così...in Italia non si vedono...ma subito dopo ho capito che qualcosa non quadrava e quel qualcosa era che il bambino era già morto. La mamma era stanchissima e invece di incoraggiarla le ostetriche le dicevano che non stava spingendo bene...quando il bambino è uscito si è scoperto che era anche malformato...con una malformazione alla testa...ma l’ho visto solamente per due secondi.
Non l’hanno fatto vedere alla mamma...e il secondamento è seguito in silenzio...poi il pianto silenzioso della donna...e il nulla dell’ostetrica.
Scrivo adesso e questo fatto è successo una settimana fa...ho cercato di non pensarci e solo adesso trovo un po’ di coraggio per metabolizzarlo...e il mio modo è quello di scrivere.
Non mi ha fatto male vedere il bambino malformato...ne il fatto di vederlo nascere già morto...probabilmente il suo compito era già stato svolto così...passando con la sua mamma nove mesi sempre insieme...la cosa che mi ha più sconvolto e fatto male è stata l’indifferenza delle ostetriche...i silenzi che provavano che il pianto della donna le metteva in difficoltà...il preferire l’indifferenza ad un gesto o ad una parola...sì, è vero che qui le donne sono abituate a dover affrontare tutto da sole...ma così no...il compito di un’ostetrica è quello di supportare la donna...di guidarla...nel bene e nel male...forse era meglio infagottare il neonato in modo che non si vedesse la malformazione ma farglielo vedere...in fondo è sempre suo figlio...e quella donna deve elaborare un lutto grandissimo...forse si poteva stringerle la mano...forse forse...ma la cosa è andata così...e chissà quante altre mamme che perdono il loro figlio qui riceveranno lo stesso trattamento...
Questa vicenda mi ha rattristato molto...ma mi ha aiutato a pensare che io voglio essere un’altra cosa...e non voglio aver paura nemmeno di affrontare il grande dolore di qualcun altro...

sabato 28 giugno 2008

La malattia


Agoè, 26.06.2008

Rieccomi...dopo un po’ di silenzio...sono di nuovo davanti al computer a scrivere...stavolta non le mie avventure...ma la mia malattia...e il mio stato d’animo...e la differenza che ho riscontrato con questo popolo...
Sabato 14 giugno ho scoperto di avere la malaria...da qualche giorno non mi sentivo in forze...capivo che il mio corpo non reagiva più come prima...mi sembrava di avere tipo una leggera influenza...per fortuna ti fanno un po’ di terrorismo psicologico prima di partire...e quindi ho chiesto a Monica, la nostra tecnica di laboratorio, a fine giornata di farmi il test per vedere se era malaria...dopo circa mezz’ora ho saputo che la mia sensazione di malessere era giusta...e ho dovuto cominciare a prendere un farmaco che qui usano per questa malattia...sono 4 compresse la mattina e 4 la sera per tre giorni...ho pensato che più facile di così non poteva essere...tre giorni e me la sarei cavata! In più non avevo una grande febbre...
Così il giorno dopo ho deciso di partecipare alla gita al mare...nessuno poteva rifiutare un pranzo al ristorante con tavolo in spiaggia di fronte all’oceano...!Non crediate che abbia cominciato a fare la vip! Il tutto mi è costato 7 euro! Mi sono divertita...sono stata con le altre...e non mi sono sentita così malata...
La batosta è arrivata la sera del terzo giorno...quando ho avuto la febbre un po’ più alta e quindi ho capito che i farmaci non avevano fatto effetto...il giorno dopo mi sarebbe toccata la primo flebo della mia vita...o almeno di cui io ne sia consapevole...
La cosa bella di tutto questo è che non mi sono mai sentita sola o abbandonata...tutti si sono presi cura di me...e durante le 6 ore di flebo c’è stato un continuo via vai dalla mia camera...
Se non volete spendere soldi per bere e avere comunque la sensazione di essere brilli potete farvi una flebo di chinina o bervi due pastiglie...il risultato è assicurato...!!!
Ora la prendo sul ridere ma quando è stato giovedì, che stava per essere una settimana di malattia e di farmaci potenti e che non ne venivo fuori ho avuto un grandissimo momento di sconforto...di quelli dove non ti sai da che parte aggrappare per risalire...dove ti sembra di non far altro che crollare...fortunatamente il tempo...le lacrime...e qualche parola di incoraggiamento aiutano a superare tutto...così gli effetti della chinina sono passati...l’appetito è tornato e anche la voglia di ridere e sorridere dell’avventura che sto vivendo...!
Ora che sto bene...che ormai la convalescenza è finita...e che ti rendi conto che in fondo non è successo nulla di grave...mi chiedo come fanno queste persone ad essere così forti da non farsi abbattere nemmeno fisicamente dalla malaria...ci sono persone che vanno a lavorare nei campi con la febbre della malaria... ci sono bambini che regolarmente si beccano tre flebo al mese per la malaria...e non fiatano...
Allora ti rendi davvero conto di quanto sono stata fortunata a nascere in un altro continente...dove malattie come la malaria sono state debellate da tempo e dove la salute e quasi non solo un diritto ma un dovere della persona!
Ti rendi conto di quanto sia importante il tuo corpo...di quanto possa aiutare te stesso e ti possa aiutare ad aiutare...e forse cominci a provare a pensare che puoi cominciare a rispettarlo almeno un po’ di più!
E ti accorgi quanto diventa importante nel momento di maggior sconforto anche una sola parola...a cui ti puoi aggrappare...e quanto vorresti tutti quei gesti di affetto che forse a volte con il tuo comportamento o carattere hai rifiutato...
Ormai mancano due giorni al mio complimese! Sono tornata ad essere serena e in forma! E spero di riuscire a raccogliere presto della nuove immagini da descrivervi!
Vi abbraccio forte!
Fede


domenica 15 giugno 2008

Spero in un lieto fine

Agoè, 10.06.2008


Più cose mi hanno colpito in questi giorni...
Domenica 5 minuti prima dell’orario concordato per andare a Messa ha cominciato a piovere...una cosa normale forse...e so che da voi non finisce più di piovere...ma qui quando piove è un diluvio...l’acqua veniva giù a secchiate...la strada era un macello! Vi ricordo che la maggior parte delle strade qui non è asfaltata...pozzanghere profondissime e fiumi ai lati delle strade...ma la gente era fuori...per il mercato...chi per vendere e chi per comprare...e quello che si vedeva fuori dalla macchina sotto il diluvio erano donne e bambini che a piedi nudi camminavano nel fango che gli arrivava almeno alle caviglie con sopra la testa chili di cose da portare a casa...subito abbiamo pensato che se l’avessimo fatto noi europee l’indomani saremmo state a letto con 40 di febbre...ma loro no...hanno una forza fisica e morale che io non ho mai visto in nessuno...sono capaci di sopportare dolori fisici e morali che noi non immaginiamo...sto parlando delle donne e dei bambini togolesi...gli uomini sono un capitolo a parte come da noi...!
Ieri quando siamo arrivate al dispensario abbiamo trovato Martine, la ragazza incinta di cui vi ho raccontato, ad aspettarci sulla porta...voleva chiederci se una volta nato il bambino poteva darlo a noi per trovargli una famiglia...sembrava la decisione a cui era arrivata parlando con suo papà...visto che non sapeva quale era il nome del papà e qui è un immenso disonore. Oggi è tornata per avere il numero di telefono delle persone che si occupano di abbandoni e adozioni...ma...quando le è stato consegnato il numero ha detto di sentire male ai reni...la Sage l’ha visitata...ed era già a 4 cm di dilatazione con la manina del bimbo davanti alla testa...
Naturalmente in quel momento io ero a casa a mangiare...ma Ilaria è arrivata con la notizia...abbiamo preso le cose che ci servivano recuperabili a casa per il parto e siamo tornate al dispensario...la ragazza non aveva nessuno in quel momento che la potesse o volesse seguire...siamo salite in macchina con direzione il dispensario di Agoè...me la stava facendo un po’ sotto...è vero che era a 4 cm ma voi non potete immaginare la strada...speravo non mi partorisse in macchina... Arrivate al dispensario dove vado a lavorare il pomeriggio, ci fanno subito entrare in sala parto...fortunatamente conoscevo l’ostetrica di turno...era già quasi completa...e mi preparo per fare il parto...il bambino ha la mano davanti alla testa ma dicono che non ci sono problemi...uscirà...sono agitata e vedo che anche Ilaria un po’ lo è...ci sentiamo forse responsabili...o forse siamo coinvolte da questa storia...dopo pochi minuti si vede la testa...e poi entra a far parte di questo mondo, silenziosamente, un bambino maschio...sano...sano nonostante tutto quello che ha già passato...ed è anche bello...cerchiamo di coinvolgere subito Martine...non vogliomo che lo dia in adozione...ogni bambino ha il diritto di essere amato dalla sua mamma...ma lei è un po’ staccata,un po’ stanca,forse ha ancora tanta paura...
La mettono in una stanza vicino...e le mettiamo di fianco il bambino...proviamo a chiamare il papà che dopo un po’ di tentativi risponde e dice che verrà...
Martine ha partorito alle 15.03...alle 17 vediamo arrivare la zia...che non è di aiuto visto che sembra arrabbiata con la ragazza...poco dopo arriva Suor Justine che si occupa di un orfanotrofio...e parla con Martine...solo con lei e solo ora le dice di sapere chi è il padre del bambino e le dice che lo vuole tenere lei...noi siamo felici di questo...la zia va via...
Alle18.40 non si vede ancora nessuno...e Martine non ha mangiato dalla mattina...e noi dobbiamo rientrare...le compriamo qualcosa e la salutiamo...
In macchina al ritorno regnava un po’ di silenzio...un po’ di adrenalina...un po’ di felicità...ma molta pena...se non ci fossimo state io e Ilaria, Martine era sola...quando le sono venute le contrazioni...quando ha partorito...e dopo...e adesso cosa sarebbe successo?
Arrivate a casa abbiamo raccontato le nostre disavventure del pomeriggio...abbiamo fatto vedere le foto sul cellulare del bambino...e Olivia ha chiamato il papà della ragazza per sapere se qualcuno andava da lei...lui era là da sua figlia e suo nipote...finalmente!

Agoè, 11.06.2008


Oggi sono andata al dispensario...Martine era ancora là...però stava allattando suo figlio e con lei c’era una donna...un’altra zia...più tranquilla di quella di ieri...il bambino non ha ancora un nome...ma mi hanno detto che stasera sarebbe venuto a prenderli suo papà...li avrebbe portati a casa...forse fra qualche settimana andrà al nord da sua mamma...e quando il bambino sarà più grande tornerà per finire il suo apprendistato come sarta...
Io lo spero con tutto il mio cuore...e spero che questo sia un lieto fine...lo spero per Martine...e per suo figlio...lo spero perchè credo che insieme possano crescere insieme....e formare una famiglia...lo spero perchè il suo bambino non ha colpe e non ha chiesto di nascere...ma ha lottato fino in fondo per essere accettato...

Fede

domenica 8 giugno 2008

Il meritato riposo

Agoè, 08.06.‏2008


Finalmente arriva anche la domenica...e il riposo...ieri dopo la mattina al dispensario, io, Olivia e Ilaria siamo andate ad accompagnare da suo papà la ragazza incinta di 8 mesi...e ancora non abbiamo capito perchè possa comportarsi così...il papà è una bella persona...sembra...le ha costruito già la struttura dove poi avrebbe potuto fare l’atelier...non era arrabbiato ma dispiaciuto...e si vedeva non sapeva cosa fare...abbiamo scoperto che la mamma della ragazza è al nord...che vive con un altro uomo...e con suo papà vive una donna che dice di averla amata come una figlia...ma forse proprio tutto non è vero se Martine si comporta così...con un disperato bisogno di essere accettata da qualcuno!
Finalmente stamattina ho potuto dormire fino alle nove passate...colazione con molto calma e un po’ di pulizie...il clima sembra essere tranquillo in casa...abbiamo mangiato tutte assieme..cosa che durante la settimana capita raramente...perchè c’è chi rimane in laboratorio fino a tardi, chi esce per portare qualcuno in ospedale e non riesce a rientrare in tempo...insomma oggi il tempo per fortuna sembra essere calmo per tutti...e tutti abbiamo la possibilità di fare ciò che più ci piace...dormire (per me!), leggere o guardare la tv...fra qualche ora andrò a Messa e poi ci sarà la cena tutte assieme...
La comunità deve essere vissuta come una famiglia...almeno io sono convinta di questo...se quando partirò non ci sarà una persona di quelle con cui ho vissuto che mi rimpiangerà non avrà avuto senso la mia permanenza qui...nemmeno se mille persone fuori da questa casa chiederanno di me...e questa cosa dovrò portarmela a casa...non si può fare del bene fuori se non lo facciamo prima nella nostra famiglia...come mi diceva mia mamma...
Domani inizia un’altra settimana...e sarà sicuramente intensa...i malati saranno tanti...è la stagione della malaria questa...ma sarà bello comunque...incontrerò tanta gente...spero di riuscire ad andare alla maternità per far nascere qualcuno!...e magari costruirò qualche altro pezzo di rapporto con qualcuno...spero che le mie sensazioni siano giuste e di essere già ad un bel punto...!
Forse fra una settimana può capitare l’occasione di andare a visitare la savana...con padre Dindo...vedremo...mi hanno detto che vive in un villaggio di 200 persone...sarebbe una bella avventura!
In attesa di altre nuove da raccontarvi vi saluto...vi abbraccio...e vi auguro un buon inizio di settimana!

Fede

Un compleanno diverso

Agoè, 06.06.2008


Ieri giornata speciale per me...compio 24 anni...non a casa mia...in Africa...e lontano da tutte le persone che amo...
Non so se si può definire la giornata di ieri con un solo aggettivo...forse solo “speciale”!
E’ iniziato con la Messa alle sei del mattino...perchè per ogni festeggiato c’è la Messa a cui tutti gli altri devono partecipare...condivisibile o meno vi ammetto che non mi è dispiaciuta la cosa...ma qui dovrei aprire una parentesi sulla spiritualità un po’ troppo personale per essere pubblicata su internet...e quindi me la tengo per me...è inevitabile che anche questa parte della persona sia scossa. Non preoccupatevi che non penso assolutamente a farmi suora...ma le cose che vedi qui ti fanno riflettere un po’ su tutto!
Al dispensario mi è stata cantata la canzone e regalato un cappello bizzarro visto che le mie coinquiline sanno che faccio il clown...la giornata è iniziata tranquilla e gioiosa...ma con in fondo un pizzico di malinconia...
Durante la mattinata è arrivata al dispensario una ragazza di 20 anni che diceva di essere incinta e che il bambino era morto...con la Sage Femme abbiamo fatto la visita e molto domande...e abbiamo scoperto che lei aveva cercato di interrompere la gravidanza il giorno prima o la notte...ma che il bambino era ancora vivo...più volte nel corso della gravidanza aveva cercato di abortire...ma il bambino è ancora vivo...contro tutto e tutti...contro la sua stessa mamma che non lo vuole lui sta combattendo per vivere...la vita...e la forza che ci tiene aggrappata ad essa è enorme. Questa ragazza ha una storia un po’ travagliata...suo papà non la vuole a casa...perchè esce troppo spesso e volentieri con diversi ragazzi...e questo bambino capitato per caso per lei è un intralcio...ma non ho ancora capito ad oggi cosa davvero le stia passando per la testa...perchè nei suoi occhi c’è una tristezza che forse nessuno può capire...non la sto giustificando...ma non si può nemmeno dire è una zoccola e basta...perchè fa così?questa è la vera domanda a cui nessuno tranne lei potrebbe rispondere...a me piace pensare che il suo bambino continui a vivere dentro di lei nonostante tutto per dimostrarle che la vita deve essere vissuta nel migliore dei modi.
Nonostante questo si festeggia alla fine del lavoro al dispensario con tutti quelli che ci lavorano dentro...
E la sera arriva il momento più bello...abbiamo cenato tutte assieme...mi hanno preparato il budino...e mi hanno fatto due regali splendidi...un batique raffigurante una mamma con il suo bambino intenta a fare il fufù...piatto tipico togolese...perchè essendo ostetrica ogni giorno mi occupo di mamme e bambini...il tutto accompagnato da un biglietto...dove c’è scritto che sono contente della mia presenza...e mi augurano che il mio sorriso sorga sempre sulle mie labbra per seminare gioia...e io mi sono sentita accolta e voluta bene in un momento in cui stavo desiderando con tutto il mio cuore di essere a casa mia...e poter abbracciare,toccare,stringere le persone che amo...e mi è stato di aiuto...e poi sono riuscita sentirmi bene...nonostante la lontananza da casa...
Vi racconto questo perchè non sempre tutto è rose e fiori...non sempre siamo al top...ma sempre arriva qualcosa o qualcuno ad aiutarci se noi siamo pronti a riceverlo.
E tutti gli abbracci e le parole che diamo per scontate non lo sono...nè per chi le riceve nè lo deve essere per chi le dona...
Per questo dico che ieri non era la mia festa...ma la festa dei miei genitori...di mia mamma e di mio papà...perchè solo loro posso e devo ringraziare se oggi posso dire di aver festeggiato il mio 24° compleanno in Africa!

Fede